UNA VOLTA L’ESTATE di Ilaria Palomba e Luigi Annibaldi

UnaVoltalEstateE’ uscito il 30 giugno il romanzo Una volta l’estate scritto a quattro mani da Ilaria Palomba e Luigi Annibaldi. Avevo già letto un romanzo della Palomba, Homo homini virus, divorato in due notti, mi era rimasto addosso per giorni. Quindi ho iniziato questo nuovo con grande curiosità e aspettative.

MAYA
“Lentamente Anya si alzò in piedi con Arturo tra le braccia.
Risolverò tutto.
Sentii l’eco dei tacchi allontanarsi.
Mi occuperò io di lui.
La maniglia della porta aprirsi.
Sistemerò tutto.
Poi richiudersi.
Uscì con mio figlio in braccio. Io sul pavimento non potevo alzarmi.
Ovunque infiammava il vespro, sul ponte. Portai le mani sulle guance, chiusi gli occhi. Gridai. E nessuno poteva sentirmi.”

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AUTOBIOGRAFIA DI UNA FEMMINISTA DISTRATTA di Laura Lepetit

autobiografia-di-una-femminista-distratta-laura-lepetit-nottetempoLaura Lepetit ci consegna un’autobiografia quasi involontaria, tutta fatta di cose piccole anche quando non lo sono. Passa da un argomento all’altro con una leggerezza curiosa, salta qua e là, da fatti minimi di tutti i giorni a incontri memorabili, che però, in questo mare parentetico, sembrano diventare anche loro, semplice vivere quotidiano.

Se i libri, la casa editrice La Tartaruga, da lei fondata nel 1975,  le scrittrici (perché La Tartaruga nasce come casa editrice femminista), sono lo sfondo su cui si muove questo libro dalla struttura esile, ci sono almeno altre due dimensioni rilevanti che accompagnano il lettore: il femminismo e la vecchiaia. A questi due aspetti, o forse come loro complemento/controfigura, ci sono la gatta dell’autrice assieme alla campagna.

Per Lepetit il femminismo sembra stare quasi al pari di un nuovo venire al mondo, e questa ri-nascita per lei coincide segnatamente con l’incontro con Carla Lonzi e il gruppo di Rivolta Femminile. Ma più che essere una femminista distratta, l’autrice sembra essere una donna autonoma e caparbia, a tratti critica, se non addirittura eretica, al punto da essere capace di uno strappo forte che la allontanerà da Rivolta Femminile e dalla fondatrice del gruppo, Carla Lonzi, lasciando una cicatrice profonda. Proprio la nascita della casa editrice è la causa di questo strappo mai ricucito. Continua a leggere

ORIANA UNA DONNA di Cristina De Stefano

OrianaUnaDonnaCoverOriana una donna è la biografia della giornalista e scrittrice italiana più celebre e discussa del Novecento, Oriana Fallaci. Una donna le cui parole risuonano ancora oggi e, forse, soprattutto oggi.
Cristina De Stefano ripercorre la vita di Oriana fin dalla sua infanzia: già da qui si dimostra la donna determinata che sarebbe sempre stata.

La mia mamma raccontava sempre che, quando era incinta di me, non mi voleva. E poiché a quei tempi per abortire si beveva sale inglese, lei continuò a prenderlo tutte le sere fino al quarto mese di gravidanza. Ma una sera, mentre stava per portare il bicchiere alla bocca, io mi voltai nel suo ventre. Quasi a dirle: “Voglio nascere!”

Perché Oriana amava la vita, nonostante la povertà della sua famiglia, nonostante la guerra, evento fin da subito fondamentale nella sua vita, e nonostante la Resistenza, che vive in prima persona facendo da staffetta per portare giornali, messaggi, manifesti e armi al padre Edoardo. Continua a leggere

SENZA RAGIONE APPARENTE di Grazia Varesani

SeSenza ragione apparente_Verasaninza ragione apparente, quinto noir della serie che vede come protagonista l’investigatrice privata Giorgia Cantini, è il nuovo romanzo di Grazia Varesani. È passato qualche mese da quando l’ho comprato in occasione della presentazione alla libreria Feltrinelli di Ferrara, e finalmente, sono riuscito tra i troppi impegni a trovare lo spazio per leggerlo.

“Sai perché faccio questo mestiere di merda?” Gli dico avvicinandomi a ogni passo. “Perché detestavo il Carnevale. Non smette mai, dura tutto l’anno. Ci si alza al mattino e ognuno indossa la sua bella mascherina, e se la toglie di notte, come una dentiera. Allora ti chiedi quanto costa fingere, fingere sempre, senza interruzione.” Mi accendo una sigaretta, coprendo l’accendino con la mano. “Forse una verità in senso assoluto non esiste, ma esistono momenti in cui la intravedi e non puoi fare altro che braccarla, perché è una merce rara, moto rara.”

Il romanzo è ambientato a Bologna, città spesso scenario di scrittura gialla con i suoi portici che nascondono insidie e il suo sangue che ribolle. È autunno.  Senza ragione apparente si è suicidato un ragazzo di nemmeno diciott’anni, Emilio, lasciando un biglietto in cui ha scritto solamente due parole: “Sono stanco”. Continua a leggere

Penna a penna. Intervista con l’autore: Rosa Matteucci

RosaMatteucciQuando ha cominciato a scrivere? Era sicura di voler diventare una scrittrice?
In seguito alla morte di mio padre, per un incidente d’auto e un caso di malasanità, sono andata in pellegrinaggio a Lourdes, esperienza da cui è nato l’omonimo romanzo con cui ho esordito nel 1998.
Alla seconda domanda non so come rispondere, non sono mai stata sicura di nulla. Non si “diventa” scrittori, non credo neppure si tratti di una qualifica, sulla carta di identità non si può adottarla. Continua a leggere

QUALCOSA DI VERO di Barbara Fiorio

qualcosadiveroIl romanzo di Barbara Fiorio: pieno, spumoso, fiabesco.
Non so cosa mi abbia davvero attratto di questo romanzo, forse le primissime parole – “Non è facile centrare una serratura con una chiave” – forse le parole che seguono poco più giù – “il qualcosa su cui inciampò alla fine delle scale (…) sembrava una piccola camicia da notte con una bambina dentro”-. Comunque sia, l’ho preso, senza conoscere nulla della sua scrittrice, e in una notte l’ho semplicemente finito.
Gli ingredienti sono selezionati e pur se apparentemente troppo “quotidiani”, di qualità: una “novenne” sensibile e intelligente, Rebecca, di quelle che ancora credono alle fiabe; una pubblicitaria quarantenne, Giulia, single e di successo, che con i bambini non ha niente da spartire se non le possibili percentuali di vendita di un prodotto sul mercato. Intorno, l’ufficio, la scuola, l’appartamento di Giulia, la camera di Rebecca dove le storie, quelle stesse storie che tutti abbiamo vissuto e amato, prendono una vita diversa, nuova, più autentica, forse, smaliziata e dura, forse. E poi c’è il pianerottolo, microcrocevia di un microuniverso, quello del palazzo, dove tutto comincia, accade ed evolve in altre possibili strade da percorrere. Continua a leggere

Penna a penna. Intervista con l’autore: Ilaria Palomba

ilariapalombaQuando ha cominciato a scrivere? Era sicura di voler diventare una scrittrice?
Ero molto piccola, sette anni mi sembra. Allora volevo fare l’astronauta. Ero una bambina piuttosto sola, i miei lavoravano tutto il giorno. Avevo degli amici ma non riuscivo a sentirmi bene con gli altri, ero una specie di alieno, non riuscivo a entusiasmarmi per le cose che piacevano a tutti: i cartoni animati, i videogame, i giochi di gruppo. Mi piacevano i film di Charlie Chaplin e mi piaceva la gente assurda, gli incompresi. Una volta mia madre portò a casa un dipinto di un ragazzo con una grave malattia cardiaca. Era un cuore anatomico diviso e intersecato da vene, una parte bianca, l’altra nera. Per me erano il Bene e il Male. Faceva paura. Non so perché ma fu proprio questo il primo momento in cui scrissi. Continua a leggere

Penna a penna. Intervista con l’autore: Giusi Marchetta

GiusiMarchettaQuando ha cominciato a scrivere? Era sicura di voler diventare una scrittrice?
Da piccola lo sognavo di sicuro. Al liceo ho cominciato a scrivere racconti ma non pensavo che avrei potuto superare certi blocchi e diventare una scrittrice.

Che cosa scriveva all’inizio? È stata incoraggiata da qualcuno e se sì, da chi?
Scrivevo storie col finale a sorpresa, fantastiche o di fantascienza. Sperimentavo col punto di vista. Un disastro. All’università ho frequentato il laboratorio di Antonella Cilento che mi ha fatto scoprire alcuni autori necessari, ha evidenziato tutte le mancanze della mia pagina ma ha anche creduto molto in me. Lei mi ha fatto pensare che dovevo provarci. Continua a leggere

Penna a penna. Intervista con l’autore: Laura Liberale

LauraLiberaleQuando ha cominciato a scrivere? Era sicura di voler diventare una scrittrice?
Ho cominciato molto presto, da bambina, ma senza il sogno di diventare scrittrice. Era pura autoespressione. Spesso convogliavo lì le mie paure.

Che cosa scriveva all’inizio? È stata incoraggiata da qualcuno e se sì, da chi?
Ci furono due primi tentativi di racconto lungo (all’epoca delle scuole medie): uno era una   specie di “noir-rosa” orrendo, di cui ricordo solo una microspia nascosta nel vaso di una pianta; l’altro, un testo a quattro mani con una cara amica, sui (miei) turbamenti cimiteriali e il mio mood gotico in boccio. E poi, fin dalle elementari, le poesie.
Nessuno mi ha incoraggiata. Ma nessuno mi ha nemmeno mai ostacolata. Ho goduto della grande prerogativa di un certo grado di segretezza, respirando comunque, in casa, la fiducia nelle mie possibilità e nelle mie scelte. Continua a leggere

GLI ANNI AL CONTRARIO di Nadia Terranova

Gli anngli_anni_al_contrario_nadia_terranova_einaudii al contrario è una storia d’amore e di formazione nella provincia italiana, che si dipana tra fine anni Settanta e fine Ottanta. L’azione si svolge a Messina, dove Aurora e Giovanni si incontrano nel 1977. Sono due ragazzi che provengono da ambienti diversissimi, Aurora è la figlia del direttore del carcere, “il fascistissimo” Silini; Giovanni, figlio di un padre comunista. Le famiglie sono diverse, loro sono diversi: lei brava nello studio, lui cerca di fare il ribelle senza mai riuscirci davvero.

Aurora e Giovanni proveranno a crescere insieme, ognuno col proprio carico di frustrazione per una vita che non va come dovrebbe, una vita che resiste e respinge i tentativi di affermazione per evasione di Giovanni, e quelli di Aurora che vuole diventare se stessa oltre quel bagno dove fin da bambina era costretta a rifugiarsi per realizzare quei pochi momenti di felicità che riusciva a strappare alla casa paterna e a quella vita. Continua a leggere

L’AMORE CATTIVO di Francesca Mazzuccato

amore-cattivo-francesca-mazzucatoL’amore cattivo è un romanzo che fa male, che fa arrabbiare, ma soprattutto riflettere. Francesca Mazzuccato ha deciso di raccontarci una storia, che è finzione ma potrebbe essere reale.

Nora è una ragazza di 39 anni. Bella, colta e con un lavoro che le piace, la appaga e che le dà riconoscimenti e soddisfazioni. Vive a Milano, dove è scappata dalla famiglia e da un’infanzia poco serena, scappata dall’amore cattivo della madre, che l’ha sempre svilita e trattata come una nullità facendola crescere fragile e insicura di se stessa, dall’indifferenza del padre e dalla insensibilità della sorella.

L’amore cattivo morde il corpo e lo sventra. Avvilisce l’anima. La rimpicciolisce e la devasta. L’amore cattivo incenerisce ogni cosa. È piromane, assassino, criminale. Difficile però che resti lontano, escluso, in prigione. La cenere aumenta man mano. In maniera infida. Giorno dopo giorno.

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Penna a penna. Intervista con l’autore: Michela Monferrini

MIchelaMonferriniQuando ha cominciato a scrivere? Era sicura di voler diventare una scrittrice?
Scrivere mi è piaciuto da sempre. A scuola, il tema era il mio momento preferito. Cercavo di metterci quel di più di fantasia che mi permettesse di eludere la domanda diretta espressa dalla traccia e di seguire un mio percorso personale, di raccontare una storia. Ecco, andando forse un po’ fuori tema ho iniziato a scrivere. Ma non avevo il sogno di diventare una scrittrice; da bambina, alla domanda canonica su cosa volessi fare da grande, rispondevo più frequentemente “la giornalista”: mi sembrava un lavoro più faticoso, e dunque più serio, più “mestiere”. In fondo, ancora oggi penso che sia così, e non mi definirei mai una scrittrice solo per aver scritto uno, due, tre libri.
Lavoro con le parole, in vari modi, e dunque posso dire che effettivamente faccio quel che avrei voluto fare da sempre. Continua a leggere

LA TETRALOGIA di Elena Ferrante

tetralogiaFerranteLa tetralogia di Elena Ferrante: Necessaria. Porosa. Organica.

Cominci a leggerla per curiosità, ne hai sentito parlare molto e ora vuoi farti un’idea tua. E l’idea te la fai subito, senza andare troppo per il sottile: questo libro va letto, ti prende fin dalle prime righe: “Stamattina mi ha telefonato Rino, ho creduto che volesse ancora soldi e mi sono preparata a negarglieli. Invece il motivo della telefonata era un altro: sua madre non si trovava più”. Poghe righe asciutte come è asciutta tutta la scrittura di Elena Ferrante, scarna e carica allo stesso tempo. Un mix esplosivo, per chi legge e cerca qualcosa di più di una bella storia – come se ne trovanno tante, oggi, in libreria – tra le pagine di un libro.

Ma qui i libri sono quattro, quattro volumi densi di emozioni perfettamente calibrate nell’espressione ma che riescono a prenderti la pancia, ad attorcigliartela, anche, un pochino per la storia – le storie – che raccontano, e per come scandagliano impietosi le due protagoniste e tutto l’universo che ruota loro attorno. Continua a leggere

Penna a penna. Intervista con l’autore: Sarah Spinazzola

SarahSpinazzolaQuando ha cominciato a scrivere? Era sicura di voler diventare una scrittrice?
Ho iniziato a scrivere quando ero piccola, intorno ai sette anni, quando mia mamma mi regalò un diario segreto, subito dopo aver letto il Diario di Anna Frank. Non ero sicura di niente quando ho cominciato, ma la scoperta che potevo raccontare dentro a un diario tutto quello che mi succedeva dentro, mi esaltava moltissimo.

Che cosa scriveva all’inizio? È stata incoraggiata da qualcuno e se sì, da chi?
Crescendo, lo scrivere si limitava alla forma diaristica. Verso i quindici anni, ho cominciato a leggere gli unici libri che giravano per casa. Erano quelli di Osho, che all’epoca non era così diffuso come adesso. Mia mamma, che era stata in India ed era stata una sua discepola, tornando in Italia aveva portato con sé alcuni suoi libri. In quel periodo, leggendo i libri di Osho, ho desiderato scrivere realmente, ma non racconti o romanzi, volevo scrivere di filosofia, cioè pensieri, soprattutto sulla vita. È stato verso i ventidue, dopo aver abbandonato gli studi di filosofia all’Università, che ho cominciato ad andare in biblioteca, e dopo aver conosciuto un ragazzo che all’epoca stava scrivendo il suo primo libro, (poi pubblicato da Baldini e Castoldi, Manuale per diventare Valerio Millefoglie) ho cominciato a scrivere racconti. La mia prima raccolta di racconti si chiamava: Mamma, scendo giù in cortile! (cosa di cui mi vergogno molto e che mi fa tenerezza insieme).
È stato Valerio Millefoglie il primo a incoraggiarmi. E per Baldini e Castoldi uscì nel 2004 il mio primissimo racconto, all’interno dell’antologia, Scontrini. Racconti in forma d’acquisto. E poi in seguito, anni dopo, Paolo Nori pubblicò nel 2010 alcuni miei racconti nella rivista letteraria, L’Accalappiacani, edita da Derive Approdi. Continua a leggere

Penna a penna. Intervista con l’autore: Ilaria Gaspari

IlariaGaspariQuando ha cominciato a scrivere? Era sicura di voler diventare una scrittrice?
Da bambina ero una piccola grafomane. Scrivevo molto, mi avventuravo in generi diversi. Scrivere, allora, era il mio sogno, e anche l’unico mestiere che pensavo che avrei potuto fare. Non ho mai creduto di voler fare la dottoressa o l’astronauta o la cantante. Anche perché sarei stata troppo goffa per fare l’astronauta, troppo ipocondriaca per fare il medico, e quanto alla musica, ho un disturbo un po’ curioso, che si chiama amusia, che mi rende insensibile al ritmo – quando ero piccola non sapevo di cosa si trattasse, ma la mia insensibilità al ritmo l’avvertivo già. Poi, durante l’adolescenza, per un severo senso di inadeguatezza, ho smesso; per anni non ho scritto niente, se non i temi a scuola. Ho ripreso all’improvviso, in una specie di febbre, verso la fine dell’università.

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